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	<title>Cof Service - Impresa di pulizie per Genova e Liguria</title>
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	<description>Sempre al Vostro Servizio</description>
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		<title>La lucidatura del marmo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 16:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggerimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pavimento di marmo si consuma anche se sottoposto a corretta manutenzione e con il passare del tempo, proprio a causa di rigature e usura, non risplende più. La levigatura e la lucidatura sono lavori per portare una superficie agli stati, rispettivamente, liscio e lucido. A seconda che si tratti di marmi o graniti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="lucidatura marmi"><a href="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/lucidatura-marmo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-181" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="lucidatura-marmo" src="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/lucidatura-marmo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Un pavimento di marmo si consuma anche se sottoposto a  	corretta manutenzione e con il passare del tempo, proprio a causa di rigature e usura, non 	 	risplende più.</p>
<p id="lucidatura marmi">La levigatura e la lucidatura sono lavori per portare una superficie agli stati,  	rispettivamente, liscio e lucido. A seconda che si tratti di marmi o graniti il processo di  	lucidatura si svolge con modalità differenti.</p>
<p id="lucidatura marmi">La <strong><span style="color: red;">lucidatura marmi</span></strong> avviene mediante un processo  	chimico. Una superficie lucida a specchio viene ottenuta con utensili lucidanti a base di acido  	ossalico ed acetosella. Per i graniti, invece, la lucidatura è sostanzialmente un fenomeno  	meccanico.</p>
<p id="lucidatura marmi">L’adeguata preparazione della superficie è molto importante. Si procede attraverso tecniche che  	solo un levigatore esperto può eseguire, a seconda che si tratta di marmi calcarei, fossili o  	cristallini.</p>
<p id="lucidatura marmi">Una non corretta esecuzione del lavoro comporterà una  	ridotta durata della <strong><span style="color: red;">lucidatura marmi</span></strong>.</p>
<p id="lucidatura marmi">Il nostro sistema per la levigatura e la <strong><span style="color: red;">lucidatura marmi</span> </strong> consiste nella lavorazione della  	superficie attraverso degli speciali dischetti abrasivi diamantati.</p>
<p id="lucidatura marmi">Prima della <strong><span style="color: red;">lucidatura marmi</span></strong> chimica il procedimento  	si basa nel lavorare con dei dischi diamantati di varia granulosità, dalla più grossolana alla  	più fine. Una volta finita la <strong><span style="color: red;">lucidatura marmi</span></strong> meccanica, il marmo verrà finito con la lucidatura chimica.</p>
<p id="lucidatura marmi">La <strong><span style="color: red;">lucidatura marmi</span></strong> attraverso il trattamento chimico  	renderà il vostro pavimento splendido come il primo giorno.</p>
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		<title>La disinfestazione da Blatte o Scarafaggi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 16:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggerimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Lotta alle blatte o scarafaggi La lotta alle blatte è estremamente diffusa perchè questi insetti possono fungere da veicolo per svariati microrganismi patogeni (tra cui Enterobatteri, Pseudomonas aeruginosa, stafilococchi e micobatteri) ed altri parassiti (nematodi e cestodi) pericolosi per l’uomo e per altri animali. Sono segnalati anche casi di asma in bambini che vivono in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="../wp-content/uploads/2011/05/trash.jpg"><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="spazzatura" src="../wp-content/uploads/2011/05/trash-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Lotta  alle blatte o scarafaggi</h1>
<div id="introduzione">
<p>La  lotta alle blatte è estremamente diffusa perchè questi insetti possono  fungere da veicolo per svariati microrganismi patogeni (tra cui  Enterobatteri, Pseudomonas aeruginosa, stafilococchi e micobatteri) ed  altri parassiti (nematodi e cestodi) pericolosi per l’uomo e per altri  animali. Sono segnalati anche casi di asma in bambini che vivono in  abitazioni infestate dalla blatte a seguito della inalazione e  successiva sensibilizzazione di piccoli frammenti del corpo delle  stesse.</p>
<p>Inoltre la presenza delle blatte è in grado di danneggiare partite di  derrate alimentari che possono essere contaminate da escrementi, da  frammenti di blatte morte. A volte, in presenza di elevate infestazioni,  gli alimenti vengono resi inutilizzabili a causa dell’impregnazione da  parte di odori sgradevoli rilasciati dagli stessi insetti.</p>
<p>Le due specie più comunemente rinvenibili negli ambienti del Nord  Italia sono: la Blattella germanica (fuochista) e la Blatta orientalis  (scarafaggio nero). In determinate aree, ove il clima è favorevole, è  diffusa anche la presenza di Periplaneta americana in particolar modo  all’interno di stabilimenti dell’industria alimentare. Più rara è la  presenza di Supella longipalpa ( blatta dei mobili ).<br />
Una corretta e moderna prassi di disinfestazione può essere suddivisa in tre distinte fasi:</p>
<ol>
<li><strong>La prevenzione;</strong></li>
<li><strong>La bonifica;</strong></li>
<li><strong>Il mantenimento e controllo (tramite l’azione del monitoraggio).</strong></li>
</ol>
<div id="prevenzione">
<p><strong>La PREVENZIONE è  rappresentata dall’insieme di pratiche ed accorgimenti necessari per  evitare che le blatte si insedino negli edifici, utilizzando come vie di  transito le condotte e le canalette degli impianti di servizio  (elettrico, di riscaldamento e/o di raffreddamento, scarichi delle acque  di lavaggio, scarichi di acque nere, …).</strong></p>
<p>In realtà il ridottissimo spessore del corpo delle blatte e la loro  capacità di attraversare tratti di tubature sommerse rendono molto  difficile “isolare” un ambiente, in particolare una cucina di vaste  dimensioni, per impedire l’arrivo di questi insetti.</p>
<p>E’ più realistico prevedere che l’impianto fognario urbano sia già  colonizzato da Blatta orientalis o da Periplaneta americana e che,  tramite i raccordi fognari, specialmente se vecchi o più volte  manipolati, queste possano facilmente giungere all’interno degli edifici  iniziando la colonizzazione da bagni e cucine.</p>
<p>L’utilizzo delle colonne di scarico come via di passaggio spiega, ad  esempio, l’infestazione da blatte ai piani superiori di condomini od  altri edifici.</p>
<p>I “punti critici” da ricercarsi nelle ispezioni, che precedono la  fase di disinfestazione, sono costituiti da: scollamenti delle  piastrelle di pavimentazioni e rivestimenti murari, alterazione delle  malte poste a guarnizione tra pavimentazione e griglie o tombini di  scolo, scostamento dei paraspigoli, presenza di controsoffittature,  pareti perlinate o separatori in cartongesso.</p>
<p>Ovunque si riscontrino situazioni simili bisogna descriverne la  presenza ai responsabili dell’igiene dell’area affinchè possano  programmare i necessari interventi di pulizia, manutenzione o  sostituzione.</p>
<p><a href="http://www.disinfestanti.it/blatte.html#top">Vai al menù principale</a></p>
</div>
<h2><a id="suggerimenti" name="suggerimenti"></a>Comportamenti utili per la prevenzione delle infestazioni da blatte:</h2>
<div id="suggerimenti_op">
<p><strong>La prevenzione deve essere effettuata anche sul piano organizzativo: </strong></p>
<ul>
<li>Tramite l’ispezione dei contenitori delle derrate (ad es. imballaggi  in cartone) alla ricerca di ooteche ed allontanamento degli imballi non  essenziali.</li>
<li>In ristoranti e centri cottura perseguire l’accurata pulizia dalle  attrezzature di cucina con particolare attenzione alle cappe aspiranti e  ovunque vi sia presenza di interstizi e di materiale termo-isolante.  Questi materiali subiscono nel tempo scollamenti e divengono facilmente  punti di nidifica per Blattella germanica. Qui la disinfestazione  convenzionale potrà risultare scarsamente efficace a motivo dell’elevato  sbalzo termico caratteristico di questi punti.</li>
<li>Evitando il ristagno di residui di sostanza organica tra griglia e sifone degli scoli presenti sotto le attrezzature di cottura.</li>
<li>Allontanando ogni residuo di alimento. Poche briciole possono  alimentare un gran numero di insetti. Anche l’acqua non deve risultare  facilmente disponibile: vanno riparate tutte le piccole perdite anche se  all’apparenza insignificanti.</li>
</ul>
</div>
<h1><a id="bonifica" name="bonifica"></a>La DISINFESTAZIONE o BONIFICA da blatte    :</h1>
<div id="suggerimenti_bonifica">
<p>Ogni intervento di  disinfestazione deve essere condotto nella piena consapevolezza che i  formulati impiegati (i presidi medico chirurgici o, con termine più  moderno, biocidi) non devono costituire fonte di pericolo, in termini di  residui, per gli ambienti ove sono stati applicati (si pensi ad esempio  alle attrezzature -fisse e mobili- di una cucina, aree ove giocano  bambini, ambienti di soggiorno, …).</p>
<p>E’ pertanto opportuno privilegiare l’impiego di attrezzature in cui  l’erogazione dell’insetticida sia sempre quanto più controllabile  possibile. Ad esempio con le pompe manuali a bassa pressione è possibile  controllare l’entità della distribuzione dell’insetticida, non è così  invece quando si utilizza la lancia mitra collegata con pompe ad alta  pressione o altre attrezzature quali il nebulizzatore elettrico.</p>
<p>Ogni intervento sarà preceduto da un’ispezione dei locali ove si deve  intervenire per accertare l’assenza di alimenti esposti o stoviglie in  genere. La lotta alle blatte dovrebbe essere condotta prescindendo da  rigidi schematismi, ovvero non secondo le “applicazioni a calendario”.</p>
<p><strong>Le possibilità di condurre una lotta chimica contro le blatte si possono riassumere nelle tre modalità di seguito descritte:</strong></p>
<div id="suggerimenti_op"><strong>1) Trattamento delle superfici di probabile transito con prodotti in grado di persistere per un discreto periodo di tempo.</strong>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong>In questo caso l’insetto si avvelena camminando sulle superfici  trattate. Si tratta di una forma di lotta tradizionale, a volte posta in  crisi dall’esecuzione di lavaggi delle superfici particolarmente  intensi (con idropulitrice). Se l’infestazione è da imputarsi a Blatta  orientalis il trattamento deve essere completato con l’applicazione  dell’insetticida anche negli scarichi, scoli e raccordi fognari dello  stabile. I formulati insetticidi ottenuti con la tecnica della  microincapsulazione solitamente sono in grado di esprimere elevati  livelli di azione residua nel tempo.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="suggerimenti_op"><strong>2) Trattamento, con  idonee attrezzature, di tutti gli anfratti (crepe, fessure, interstizi)  che si ritiene possano fungere da riparo per le blatte.</strong>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong>In questo caso sono spesso utilizzati biocidi ad effetto “snidante”,  ovvero in grado di provocare una rapida reazione di fuga da parte delle  blatte che escono allo scoperto nel tentativo di allontanarsi dall’area  ove percepiscono la presenza dell’insetticida. Se il prodotto utilizzato  è in grado di contaminare irreversibilmente le blatte possono essere  ottenuti buoni risultati. Il metodo richiede grande esperienza nella  localizzazione di tutti i luoghi di possibile rifugio.</p>
</div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Spesso gli interventi (1) e (2) sono eseguiti entrambi o comunque nel volgere di breve tempo.</strong></p>
<div id="suggerimenti_op"><strong>3) Trattamento  mediante applicazione di formulati insetticidi composti da una esca  alimentare e da un insetticida persistente, attivo per ingestione (esche  in gel: IMAGEL BLATTE).<br />
</strong><br />
Si tratta di un metodo noto da tempo reso ora più facile grazie  all’introduzione sul mercato di alcuni formulati, pronti all’uso,  caratterizzati da elevata stabilità nel tempo della base adescante e  attivati con insetticidi in grado di agire in piccole quantità. Il  metodo presenta alcuni indubbi vantaggi rispetto alle applicazioni  tradizionali ma non deve essere sottovalutata la capacità dell’operatore  nel collocare l’esca avvelenata. In caso di infestazioni molto elevate è  preferibile attivare questa forma di lotta dopo aver ridotto la  presenza delle blatte con i metodi tradizionali. L’impiego degli  insetticidi in gel si rivela solitamente più efficace nel controllo  della <em>Blattella germanica</em> (fuochista).&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>La derattizzazione</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 16:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggerimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Disinfestazione da ratti e topi Le pagine seguenti non hanno lo scopo di fornire indicazioni circa la biologia o l’etologia dei roditori nocivi quanto piuttosto presentare alcune informazioni circa le caratteristiche dei prodotti rodenticidi più utilizzati e le modalità d’impiego utili per un efficace e sicuro controllo (derattizzazione) della popolazione di ratti o topi infestanti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/derattizzazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-170" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="derattizzazione cof service" src="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/derattizzazione-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Disinfestazione da ratti e topi</h1>
<p>Le pagine seguenti non hanno lo scopo di fornire  indicazioni circa la biologia o l’etologia dei roditori nocivi quanto  piuttosto presentare alcune informazioni circa le caratteristiche dei  prodotti rodenticidi più utilizzati e le modalità d’impiego utili per un  efficace e sicuro controllo (derattizzazione) della popolazione di  ratti o topi infestanti.</p>
<p>Premessa alla disinfestazione da topi e ratti : l’utilizzo delle  esche rodenticide può essere considerato come uno strumento utile per  una rapida riduzione della popolazione dei roditori infestanti, ma non  come soluzione definitiva dell’infestazione.</p>
<p>Per una soluzione duratura del problema è necessario ricercare ed  eliminare dall’area i fattori ambientali che favoriscono l’infestazione  stessa (disponibilità di acqua, di alimenti ricoveri o luoghi idonei  allo scavo delle tane). Pertanto l’individuazione dei luoghi ove i  roditori trovano cibo e rifugio costituisce sempre e comunque la base di  partenza per tutte le azioni di lotta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a id="tipi" name="tipi"></a>Scelta dei rodenticidi :</h2>
<p>Rodenticidi anticoagulanti:</p>
<div>
<p><strong>Oggigiorno la grande maggioranza dei prodotti              disponibili in commercio contengono come principio attivo un anticoagulante.</strong></p>
<p>Gli anticoagulanti            si dividono in sostanze di prima generazione (a dose multipla) e di            seconda generazione (a dose singola). I prodotti della seconda generazione,            più potenti, sono stati sviluppati per superare i problemi di            resistenza subentrati a seguito dell’uso prolungato dei prodotti            di prima generazione. Alla prima generazione appartengono warfarin,            coumatetralyl e clorofacinone. Solitamente i ratti ingeriscono una            dose letale quando si alimentano con esche contenenti queste sostanze            per 2 o più giorni.I composti            della seconda generazione includono difenacoum, bromadiolone, brodifacoum            e flocoumafen. Questi possono risultare letali dopo un’unica            ingestione sebbene i sintomi dell’avvelenamento non compaiano            prima dei 2 o più giorni.</p>
<p>In realtà sono stati osservati casi di sviluppo di resistenza  anche nei confronti degli anticoagulanti di seconda generazione.  Osservazioni e studi condotti nel Regno Unito indicano che brodifacoum e  flocoumafen si possono considerare ancora pienamente efficaci.</p>
</div>
<p>Rodenticidi non anticoagulanti o “acuti”:</p>
<div>
<p><strong>Nel caso si debba intervenire in aree ove si sospetta la presenza              di resistenza agli anticoagulanti è per ora possibile avvalersi di rodenticidi caratterizzati da meccanismi d’azione          differenti da quelli utilizzati dagli anticoagulanti.</strong></p>
<p>Tra questi ad esempio il calciferolo. Tale sostanza, come altri rodenticidi            definiti “acuti”, manifesta la sua azione tossica in tempi            rapidi, ovvero inferiori a quelli tipici degli anticoagulanti. Per            tale motivo i roditori possono manifestare diffidenza nei confronti            dell’esca ed assumerne dosi sub-letali. Per questo motivo è necessario            ricorrere alla pratica del pre-adescamento che consiste nel mettere            per più giorni a disposizione dei roditori la base alimentare            dell’esca, priva del veleno. I roditori persa l’iniziale            diffidenza verso la base alimentare si abituano ad assumere quel tipo            di esca nei luoghi trattati.</p>
<p>Stimato che il consumo dell’esca abbia raggiunto un livello  soddisfacente, si sostituisce all’esca atossica quella contenente il  veleno “acuto”. In tal modo è possibile indurre i roditori ad assumerne  una quantità sufficiente per causare la morte di buona parte della  popolazione.</p>
</div>
<p><a id="disinfestazione" name="disinfestazione"></a></p>
<h1>Esecuzione del trattamento di derattizzazione</h1>
<p>E’  oramai consolidato il riscorso alle basi di adescamento (di sicurezza e  non) per impedire la dispersione dell’esca rodenticida, per verificarne  con precisione il consumo e impedire che venga rovinata dal contatto  con l’acqua, sporco, eccetera.</p>
<p>Ciò nonostante è opportuno considerare che anche la base di  adescamento si pone, per i roditori, come un oggetto nuovo, estraneo  all’ambiente che topi e ratti avevano imparato a conoscere.</p>
<p>Può pertanto essere utile collocare le basi di adescamento vuote  alcuni giorni prima di collocarvi il rodenticida. In questo modo, quando  i roditori vi entreranno, non solo per curiosità ma attirati dall’esca,  riterranno le basi di adescamento un luogo sicuro in cui è possibile  consumare la sostanza alimentare presente.</p>
<p>Non è possibile fornire indicazioni univoche circa il numero di  postazioni che devono essere attivate nell’area infestata.  Indicativamente in un edificio infestato si collocano 2-3 postazioni  ogni 100 metri quadrati. Particolari conformazioni degli edifici possono  rendere questa indicazione del tutto inapplicabile.</p>
<p>E’ opportuno che i dispensatori di esca non vengano collocati nelle    immediate vicinanze della fonte di alimento già utilizzata dai roditori    ma lungo i probabili itinerari tra fonte di alimento, tane e luoghi di approvvigionamento    dell’acqua. Per quanto concerne la quantità di esca da collocarsi, è bene    che questa sia maggiore se si utilizzano anticoagulanti della prima generazione    (100 &#8211; 200 grammi) e minore (50 &#8211; 150 grammi) con l’utilizzo di anticoagulanti    della seconda generazione.</p>
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		<title>Disinfestare dagli Acari della polvere</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 15:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggerimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Disinfestazione dagli acari della polvere Le due specie più importanti sono il Dermatophagoides farinae Hughes o acaro americano della polvere e l’acaro europeo della polvere o Dermatophagoides pteronyssinus.&#160; Queste due specie rappresentano gli artropodi più importanti nella produzione di allergeni contenuti nella polvere delle abitazioni. Questa breve nota non deve ritenersi esaustiva delle problematiche connesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/dust.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-165" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="acari polvere" src="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/dust-289x300.jpg" alt="" width="289" height="300" /></a>Disinfestazione dagli acari della polvere</h1>
<div>Le  due specie più importanti sono il Dermatophagoides farinae Hughes o  acaro americano della polvere e l’acaro europeo della polvere o  Dermatophagoides pteronyssinus.&nbsp;</p>
<p>Queste due specie rappresentano gli artropodi più importanti  nella produzione di allergeni contenuti nella polvere delle abitazioni.  Questa breve nota non deve ritenersi esaustiva delle problematiche  connesse alla infestazione da acari ma vuole fornire alcune indicazioni  di validità generale utili per impedire il proliferare delle popolazioni  di acari.</p>
<p>Un parametro ambientale molto importante per lo sviluppo  delle popolazioni degli acari nelle abitazioni è il valore dell’umidità  relativa, le popolazioni di acari infatti si sviluppano con difficoltà  se l’umidità relativa è inferiore al 60%.</p>
<p>Solitamente i due momenti di maggiore comparsa degli acari  sono la primavera e l’inizio dell’inverno. In primavera le piogge  frequenti portano ad un aumento dell’umidità e nelle case il  riscaldamento è ancora acceso, si può pertanto creare un ambiente caldo  umido che favorisce lo sviluppo degli acari. Una situazione analoga si  può verificare all’inizio dell’inverno quando l’accensione dei  riscaldamenti porta ad un aumento della temperatura in un momento in cui  l’umidità ambientale è ancora elevata.</p>
<p>Regole generali per prevenire e contrastare lo sviluppo degli acari:</p>
<p>Proprio la regolazione della temperatura e dell’umidità può  ritardare lo sviluppo delle popolazioni di acari e può contribuire anche  molto al controllo della popolazione degli infestanti. Lotta agli  acari: come prevenire e combattere lo sviluppo degli acari.</p>
<p>Attenta pulizia dei locali di lavorazione e stoccaggio degli alimenti per ridurre ogni possibile fonte di alimento.</p>
<p>L&#8217;utilizzo dell’aspiratura come strumento standard di pulizia,  in particolare utilizzando attrezzature equipaggiate con filtri ad  elevata efficacia (HEPA). L’utilizzo improprio degli aspirapolvere e/o  la non corretta gestione di quanto aspirato può peggiorare il livello  dell’infestazione.</p>
<p>Possono essere eseguiti trattamenti disinfestanti sulle  superfici dei locali che hanno ospitato alimenti. Gli insetticidi a base  di piretroidi sono efficaci ma la loro azione è di breve durata,  possono pertanto aiutare nel ridurre la popolazione di acari ma non  possono prevenirne lo sviluppo specialmente se persistono le condizioni  predisponenti. L’efficacia del trattamento disinfestante è proporzionale  al grado di pulizia raggiunto prima di effettuare il trattamento.</p>
</div>
<h2>Altri comportamenti utili per la prevenzione delle infestazioni da acari.</h2>
<div id="op1"><strong>Come comportarsi per prevenire le infestazioni da acari</strong>:&nbsp;</p>
<ul>
<li>Non riutilizzare gli imballi.</li>
<li>Ridurre l’umidità relativa a valori inferiori al 55% e  cercare di mantenere il valore dell’umidità delle derrate a valori  inferiori al 12%.</li>
<li>Mantenere una buona ventilazione dei locali (senza far aumentare il livello di umidità).</li>
<li>Immagazzinare la farina con una umidità inferiore al 13.3% in sacchi resistenti all’umidità ambiente.</li>
<li>Evitare tempi di giacenza delle derrate eccessivamente lunghi.</li>
<li>Prevenire e rimuovere l’accumulo di detriti organici (residui di lavorazione, polvere, sporco organico).</li>
<li>Rimuovere tempestivamente e distruggere i prodotti infestati.</li>
<li>Effettuare la pulizia dei pavimenti con acqua calda, detergenti e operando una energica azione meccanica.</li>
<li>Controllare la presenza di uccelli e roditori.</li>
<li>Applicare prodotti disinfestanti autorizzati ad azione residuale sulle superfici.</li>
<li>Se necessario ricorrere a fumigazioni seguendo tutte le istruzioni e le avvertenze riportate nelle etichette dei prodotti.</li>
</ul>
</div>
<h2>Pratiche utili per la prevenzione ed il contenimento degli acari della polvere:</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div id="suggerimenti_op">
<p>Di seguito si riportano alcune pratiche utili alla prevenzione ed al contenimento delle popolazioni di &#8220;<strong>acari della polvere</strong>&#8220;.  Si ricordi comunque che l&#8217;eliminazione completa degli acari è un  obiettivo pressoché impossibile da raggiungere in una abitazione. <strong>E&#8217; comunque possibile ottenerne un buon controllo combinando differenti strategie</strong>.</p>
<ul>
<li>Chiudere materassi e cuscini in fodere impermeabili agli allergeni ma traspiranti.</li>
<li>Lavare a 60°C lenzuola, federe, coperte e coprimaterassi  ogni due settimane. Rimuovere dalle camere da letto tappeti, moquette e  tendaggi.</li>
<li> Dotare i condizionatori d’aria di filtri ad alta  efficacia nel catturare particolati organici di piccole dimensioni  (acari e frammenti di acaro).</li>
<li> Utilizzare sistemi di ombreggiamento non in tessuto, ad es. veneziane.</li>
<li> Lavare periodicamente i pupazzi ed i giochi in stoffa dei bambini.</li>
<li> Utilizzare maschere filtranti antipolvere quando si  devono compiere lavori che comportano notevole spostamento di vestiti e  tessuti in genere.</li>
<li> Utilizzare aspirapolvere dotati di filtri ad alta efficacia, gestire la polvere aspirata con attenzione.</li>
</ul>
</div>
<p><a href="http://www.disinfestanti.it/acari.html#top"> </a></p>
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		<title>Disinfestare da Vespe e Calabroni</title>
		<link>http://www.cofservice.it/2011/05/23/disinfestare-da-vespe-e-calabroni/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 15:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Vespe disinfestazione e lotta Nelle zone a clima temperato le vespe sociali si sviluppano seguendo un ciclo annuale e solo le regine (femmine fertili fecondate in autunno o alla fine dell’inverno) riescono a sopravvivere. Queste regine trascorrono l’inverno in luoghi protetti, sotto la corteccia, sotto pietre o ciottoli, in tane abbandonate di roditori, sfruttando ripari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/nido-calabroni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-160" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="calabroni nido" src="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/nido-calabroni-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Vespe disinfestazione e lotta</h1>
<p>Nelle zone a clima temperato le vespe sociali si  sviluppano seguendo un ciclo annuale e solo le regine (femmine fertili  fecondate in autunno o alla fine dell’inverno) riescono a sopravvivere.</p>
<p>Queste regine trascorrono l’inverno in luoghi protetti, sotto la  corteccia, sotto pietre o ciottoli, in tane abbandonate di roditori,  sfruttando ripari offerti dagli edifici.<br />
Ciclo biologico delle vespe sociali.</p>
<p>In primavera le regine emergono dai loro ricoveri ed iniziano la  formazione della nuova colonia. La prima deposizione è di circa 10 &#8211; 20  uova. Inizialmente la regina deve provvedere anche alla ricerca del cibo  e alla costruzione di poche celle nelle quali si sviluppano le prime  larve.</p>
<p>Dopo lo sviluppo del primo gruppo di operaie la regina cessa ogni  attività al di fuori della deposizione delle uova. Da questo momento  rimane nel nido mentre le operaie provvedono alla ricerca del cibo,  all’alimentazione delle larve, al reperimento del legno per la  costruzione di nuove celle e per le riparazioni del nido.</p>
<p>Alla fine dell’estate il nido ha più parti, centinaia di celle e di  operaie. Nella colonia iniziano a formarsi maschi e femmine fertili che  abbandonano il nido e si accoppiano. I maschi muoiono mentre le femmine  fecondate (future regine) cercano un luogo protetto ove svernare. La  regina e gli operai delle colonie d’origine non sopravvivono durante  l’inverno.</p>
<h2><a id="disinfestazione" name="disinfestazione"></a>Lotta contro vespe e calabroni :</h2>
<p>Al  momento attuale non vi sono valide indicazioni circa l’efficacia di  interventi di prevenzione. Sebbene sia possibile in generale individuare  le parti di edifici che più si prestano ad ospitare i nidi delle vespe,  risultano spesso inefficaci i trattamenti effettuati per impedire la  formazione dei nidi nel tempo.</p>
<p>La lotta alle vespe pertanto è rivolta alla eliminazione quanto più  precoce possibile dei nidi, in particolar modo di tutti quelli ubicati  in posizioni tali da costituire pericolo per le persone che abitano o  lavorano nell’edificio o nelle vicinanze.</p>
<p>L’eliminazione di un favo deve sempre essere eseguita nel pieno rispetto    di tutte le norme di sicurezza con particolare riferimento all’uso dei    dispositivi di protezione individuale.</p>
<p>Ciò deve avvenire sempre indipendentemente    dalle dimensioni del favo e della sua posizione. Infatti anche la puntura di    una singola vespa può condurre alla perdita dell’equilibrio di    un operatore impegnato su un tetto o su una scala. Analogamente l’operatore    deve ricordarsi che la rapida ed improvvisa reazione delle vespe può mettere    a repentaglio altre persone presenti in aree adiacenti.</p>
<p><strong>Il rapido abbattimento delle vespe e dei calabron</strong>i è  ottenibile mediante l’impiego di formulati pronti all’uso a base di  piretroidi sinergizzati con piperonil butossido ed in grado di bloccare  il movimento delle ali per la presenza di appositi solventi. L’insetto  caduto a terra ed incapace di riprendere il volo diviene inoffensivo e  muore nel volgere di poco tempo.</p>
<p>La presenza nel formulato insetticida di un piretroide ad azione residuale    (es. cipermetrina, permetrina) controlla le vespe che per qualche giorno continueranno    a volare in prossimità del favo. Nei sottotetti ove si deve intervenire    contro vespe o calabroni, può essere utile l’impiego di un formulato    insetticida ad azione fumogena. Il fumo insetticida permette di abbattere parte    degli insetti o comunque li rende meno capaci di compiere reazioni veloci.</p>
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		<title>La Disinfezione</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 14:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggerimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Disinfezione ambientale I Disinfettanti, che consentono di eliminare i microorganismi dall&#8217;ambiente, sono differenziati per spettro d&#8217;azione, azione abbattente o residuale, concentrazione necessaria, tempo di contatto, fase di azione (gassosa, liquida o secca, dopo l&#8217;asciugatura). Altre variabili importanti sono rappresentate dalla temperatura di azione, dal pH e dalla presenza di altre sostanze come detergenti. È utile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/17.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-152" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="disinfezione" src="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/17-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Disinfezione ambientale</h2>
<p>I <a title="Disinfettante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disinfettante">Disinfettanti</a>,  che consentono di eliminare i microorganismi dall&#8217;ambiente, sono  differenziati per spettro d&#8217;azione, azione abbattente o residuale,  concentrazione necessaria, tempo di contatto, fase di azione (gassosa,  liquida o secca, dopo l&#8217;asciugatura). Altre variabili importanti sono  rappresentate dalla temperatura di azione, dal <a title="PH" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PH">pH</a> e dalla presenza di altre sostanze come detergenti. È utile la  rotazione dei principi attivi per non selezionare ceppi resistenti</p>
<p>Sono applicati con aerosolarizzatori, &#8220;ultra basso volume&#8221; o &#8220;ULV&#8221;,  nebulizzatori, atomizzatori, microirroratori e irroratrici. In altri  casi sono adoperati strumenti umettanti (scope a frange, stracci e  strofinacci monouso). Le tecniche di applicazione variano a seconda  degli effetti desiderati (disinfezione delle superfici e dell&#8217;aria,  disinfezione dell&#8217;aria, disinfezione delle condutture di liquidi  alimentari, disinfezione di grandi superfici, disinfezione con effetto  disincrostante (lavaggi ad alta pressione).</p>
<p>La disinfezione va affiancata ad attività di pulizia e manutenzione costanti.</p>
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		<title>Trattamento cotto</title>
		<link>http://www.cofservice.it/2011/05/10/prova-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 09:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Cof service, impresa di pulizie di genova,si occupa anche del rinnovo e del trattamento del vostro pavimento in cotto Quando e come si fa il trattamento? Deve aver inizio circa un mese dopo la posa del cotto “a malta” e una settimana se il cotto è posato a colla. Tre sono le operazioni: lavaggio, impermeabilizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/pavimento-con-pianelle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-69" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="pavimento-con-pianelle" src="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/pavimento-con-pianelle-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Cof service, impresa di pulizie di genova,si occupa anche del rinnovo e del trattamento del vostro pavimento in cotto</p>
<div>
<p>Quando e come si fa il trattamento? Deve aver inizio circa un mese  dopo la posa                             del cotto “a malta” e una  settimana se il cotto è posato a colla. Tre sono le operazioni:                              lavaggio, impermeabilizzazione e ceratura finale.</p>
<p>Vediamole da vicino.</p>
<p>Il Lavaggio<br />
Il  lavaggio serve a togliere completamente gli eventuali residui di   cemento e di quant’altro si può formare nel                   corso dei  lavori successivi per la finitura della  casa.                   Si  versi in un secchio 3 parti di acqua e una di acido  o si                    utilizzino prodotti specifici, che si trovano  facilmente in  commercio. È bene                   usare guanti di gomma &#8211; la soluzione  è acida &#8211; e  strofinare il pavimento o con una                    paglietta acrilica o con uno spazzolone e straccio. È  opportuno che la  soluzione                   acida non stia molto a lungo sul cotto &#8211; non  più di  mezz’ora -. Sciacquare dunque                   la parte  trattata con acqua abbondante, per eliminare  l’effetto acido, ed  asciugare                   con uno straccio. Nel caso di ambienti  grandi, è  consigliabile eseguire il lavaggio                   in  due o  più parti separatamente. L’operazione è così  conclusa.                    Prima di passare alla fase successiva, accertarsi che  il pavimento  sia ben asciutto.                   Ci vorrà, d’estate o nel caso si  possa scaldare  l’ambiente, circa una settimana. Qualche giorno in più  in inverno o                   nella stagione umida.</p>
<p>L&#8217;impermealizzazione<br />
È l’operazione  che impedirà al cotto di assorbire liquidi e quindi di  macchiarsi. Il  cotto toscano                   è infatti leggermente  poroso &#8211; dal 4% al 18% secondo  le tipologie &#8211; e questa operazione ha la                    finalità di renderlo idrorepellente, cioè di   impedirgli di assorbire liquidi. Oggi si trovano                    prodotti specifici. Al riguardo, rivolgersi da chi  vende il cotto, e  seguire le istruzioni                   dell’etichetta. Si versa  normalmente il prodotto  specifico in un secchio e con una                    pennellessa si passa tutta la superficie stendendolo  sempre nella  stessa direzione,                   staccando il pennello alla fine  della mattonella, dove  c’è la fuga. Si compie poi                    analoga operazione, pennellandolo questa volta a 90  gradi rispetto alla  precedente.                   Far attenzione che l’impregnante sia dato   uniformemente e senza formare schiuma. Date così due mani,  l’operazione è  conclusa. Basterà ora attendere                   circa 1  o 2 giorni per l’ultima operazione, la  ceratura.</p>
<p>La ceratura<br />
La cera cremosa o liquida potrà essere neutra &#8211; cera bianca -, o cera  rossa o marrone scuro: nel primo                   caso si manterrà  inalterato il naturale colore del cotto, secondo si otterrà una  sensazione di                   invecchiato, come d’antico. Si potrà  stendere la cera con una pennellessa o con uno straccio. Per                    questa prima volta è opportuno abbondare, il pavimento è secco e  tende ad assorbire di                   più. Si potrà poi, volendo,  lucidarlo con la lucidatrice o con uno spazzolone. Il pavimento così                    trattato è pronto e finito per durare a lungo senza  problemi. Basterà d’ora in poi,                   passarlo con uno  straccio inumidito di cera o lavaincera ogni tre/quattro settimane.</p>
</div>
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		<title>La disinfestazione</title>
		<link>http://www.cofservice.it/2011/05/09/ciao-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 12:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suggerimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>

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		<description><![CDATA[La disinfestazione è definita genericamente come l&#8217;insieme di operazioni tendenti alla eliminazione, o per lo meno alla limitazione, dei parassiti (artropodi, muridi e malerbe) e dei loro danni, dalla semplice applicazione di prodotti spray in ambiente domestico, a veri e propri piani di lotta. In senso stretto la disinfestazione si riferisce alla lotta contro gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/disinfestazione_locali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-149" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="disinfestazione" src="http://www.cofservice.it/wp-content/uploads/2011/05/disinfestazione_locali-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La <strong>disinfestazione</strong> è definita genericamente come l&#8217;insieme di operazioni tendenti alla eliminazione, o per lo meno alla limitazione, dei <a title="Parassita" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parassita">parassiti</a> (<a title="Artropodi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Artropodi">artropodi</a>, <a title="Muridi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muridi">muridi</a> e malerbe) e dei loro danni, dalla semplice applicazione di prodotti  spray in ambiente domestico, a veri e propri piani di lotta.</p>
<p>In senso stretto la disinfestazione si riferisce alla lotta contro gli <a title="Insetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insetto">insetti</a>, mentre le operazioni contro i ratti vengono definite &#8220;<a title="Derattizzazione (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Derattizzazione&amp;action=edit&amp;redlink=1">derattizzazione</a>&#8221; e quelle contro le malerbe &#8220;<a title="Diserbo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diserbo">diserbo</a>&#8220;.</p>
<h2>Fasi</h2>
<p>Le fasi previste sono:</p>
<ul>
<li>monitoraggio (definizione del problema), con tre sottofasi:
<ul>
<li>studio dell&#8217;ambiente con particolare riguardo alla gravità dell&#8217;infestazione (&#8220;pressione di infestazione&#8221;);</li>
<li>valutazione dei parassiti presenti;</li>
<li>progetto del piano di lotta e preventivo economico, comprendente  l&#8217;individuazione delle pratiche di prevenzione atte ad eliminare o  diminuire i fattori che favoriscono sviluppo degli infestanti (per  esempio pulizie mirate) o a renderne difficile l&#8217;accesso (<em>Pest</em> e <em>Rat Proofing</em>).  Nella filiera alimentare o nei presidi ospedalieri questa fase si  integra con gli interventi di corretta manutenzione; pianificazione in  grado di adattarsi alle reali necessità, soprattutto se l&#8217;infestazione è  soggetta a variabili climatiche;</li>
</ul>
</li>
<li>intervento di lotta vero e proprio, con tecniche e mezzi adeguati alle necessità</li>
<li>monitoraggio di controllo per un&#8217;attenta verifica dei risultati e  certificazione (richiesta dalle norme che regolano i servizi  coinvolgenti manipolazione di derrate alimentari; rientra nei protocolli  delle norme <a title="ISO 9000" href="http://it.wikipedia.org/wiki/ISO_9000">ISO 9000</a>.</li>
</ul>
<p>Da non trascurare inoltre l&#8217;apposizione di cartellonistica di segnalazione dell&#8217;intervento e le pratiche di collaborazione.</p>
<p>I piani di lotta si rifanno alle strategie dell&#8217; Integrated Pest  Management (IPM) e devono anche integrarsi con gli Hazard Analysis and  Critical Control Point (HACCP) ovverosia il superamento dei punti  critici del processo soggetto alla disinfestazione.</p>
<h2>Tipi di lotta</h2>
<p>&#8220;Lotta mirata&#8221; è definito l&#8217;intervento volto ad eliminare, o ridurre  in modo da renderlo non dannoso, solo l&#8217;organismo bersaglio, agendo  quindi in maniera non indiscriminata La selettività viene ottenuta con  diverse tecniche:</p>
<ul>
<li>distribuzione di prodotti nei soli luoghi frequentati dai parassiti  bersaglio o nei momenti in cui gli organismi bersaglio sono presenti con  la massima concentrazione e sono invece scarsi quelli non interessati;</li>
<li>risorse tecniche che permettono alle sole entità infestanti il contatto con il biocida, come ad esempio i <em>bait-box</em>, erogatori di sicurezza per esche avvelenate, usati in particolare contro i topi, o trappole ai <a title="Ferormone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferormone">feroromoni</a>, ovvero prodotti che interferiscono con il ciclo di riproduzione (IGR o <em>Insect Growth Regulator</em>), che sono i mezzi a maggiore selettività intrinseca:</li>
<li>insetticidi biologici, derivati dal <em><a title="Bacillus thuringiensis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bacillus_thuringiensis">Bacillus thuringiensis</a></em>, il cui meccanismo di azione si esplica attraverso l&#8217;ingestione delle <a title="Endotossina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Endotossina">endotossine</a> prodotte dal bacillo, che agiscono selettivamente contro i <a title="Lepidotteri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lepidotteri">lepidotteri</a> defoliatori (varietà <em>thuringiensis</em> del bacillo) o contro le <a title="Zanzara" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zanzara">zanzare</a> allo stadio <a title="Larva" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Larva">larvale</a></li>
</ul>
<p>&#8220;Lotta biologica&#8221;, utilizzata da quasi un secolo nell&#8217;<a title="Agricoltura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura">agricoltura</a>, esclude l&#8217;utilizzo dei metodi <a title="Chimica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chimica">chimici</a>,  favorendo invece metodi che impiegano predatori o parassitoidi  specifici e l&#8217;uso di trappole. Questo metodo non elimina completamente  l&#8217;infestante, cosa comunque improbabile anche con altri metodi, ma lo  riduce ad una presenza accettabile sia dal punto di vista <a title="Igiene" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Igiene">igienico</a>, sia dal punto di vista <a title="Economia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Economia">economico</a>.  Non è applicabile negli ambienti sanitari o nell&#8217;industria alimentare  dove non può essere tollerata la presenza di alcun insetto.</p>
<p>Il metodo comprende la definizione di una soglia di danno e  l&#8217;attuazione di un monitoraggio continuo, allo scopo di individuare i  momenti di intervento più idonei, in relazione ai mezzi a disposizione.</p>
<p>&#8220;Lotta integrata&#8221; o &#8220;lotta guidata&#8221; prevede anch&#8217;essa la  determinazione di una soglia di danno e monitoraggi continui e consiste  nell&#8217;impiego ridotto di prodotti chimici, con particolare attenzione  alla selettività e ai profili tossicologici.</p>
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